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Il segnale di ROSS 128

  Anteprima La domanda che ci poniamo è quella di sempre: “Siamo soli nell’Universo?” Al momento non ce una risposta, ma soltanto ipotesi. Tuttavia basta un piccolo segnale anomalo provenire dallo spazio per farci sussultare. Ma quanto può giovare al nostro pianeta la presenza di altri abitanti di altri mondi? Ce chi, come Steven Hawking, il quale sostiene che l’eventuale presenza di esseri alieni, tecnologicamente molto più avanzati rispetto a noi, potrebbe determinare addirittura la scomparsa del genere umano terrestre! La Stella ROS 128, catalogata GJ 447, è una stella che si trova nella costellazione della Vergine a soli 11 anni luce dalla Terra ed aveva suscitato un grande interesse mediatico, per via di un curioso segnale ricevuto al Radiotelescopio di Arecibo (Fig.1). Infatti lo strano segnale ricevuto il 12 Maggio 2017, sulla frequenza di 4,5 Ghz, era costituito da impulsi periodici con uno spazio temporale di dieci minuti (Fig.2). Gli astronomi avevano ipotizzato tre possi...

Collisione galattica

  << Anche la più breve contemplazione del Cosmo ci commuove. Un brivido ci percorre la schiena e la voce rimane intrappolata in gola. Siamo coscienti di avvicinarci al più grande dei mestieri >> (Carl Sagan) Si che aveva ragione il grande astronomo, padre del progetto SETI, quando faceva queste affermazioni. Oggi, grazie ai potenti telescopi e radiotelescopi del nostro secolo, è facile puntare il dito è dire: … questa è una stella pulsar; quello è un quasar; quella è una nebulosa; l’altra è una galassia … Già, una Galassia! E pensare che fino ad un secolo fa non si concepiva nemmeno il concetto di cosa fosse una Galassia. Fu poi Friedrich Wilhelm Herschel, alla fine del 18° secolo cominciò ad interessarsi degli oggetti del cielo profondo; e mentre si accingeva a compilare i sui cataloghi stellari, fu incuriosito da strani oggetti a forma di girandole con una nebulosità che volle catalogare sotto il nome di Nebulose a Spirale. Tra queste, anche la Nebulosa di Andromeda,...

Il segnale di ROS 128

  Anteprima La domanda che ci poniamo è quella di sempre: “Siamo soli nell’Universo?” Al momento non ce una risposta, ma soltanto ipotesi. Tuttavia basta un piccolo segnale anomalo provenire dallo spazio per farci sussultare. Ma quanto può giovare al nostro pianeta la presenza di altri abitanti di altri mondi? Ce chi, come Steven Hawking, il quale sostiene che l’eventuale presenza di esseri alieni, tecnologicamente molto più avanzati rispetto a noi, potrebbe determinare addirittura la scomparsa del genere umano terrestre! La Stella ROS 128, catalogata GJ 447, è una stella che si trova nella costellazione della Vergine a soli 11 anni luce dalla Terra ed aveva suscitato un grande interesse mediatico, per via di un curioso segnale ricevuto al Radiotelescopio di Arecibo (Fig.1). Infatti lo strano segnale ricevuto il 12 Maggio 2017, sulla frequenza di 4,5 Ghz, era costituito da impulsi periodici con uno spazio temporale di dieci minuti (Fig.2). Gli astronomi avevano ipotizzato tre poss...

Ci hanno risposto!

  E’ la domanda che si pose Jocelyn Bell (Fig.1) giovane ricercatrice britannica, quando scoprì un piccolo segnale che si ripeteva ogni 1,3 secondi. Un intervallo troppo corto e regolare per provenire da un Quasar (un Quasar è un nucleo galattico attivo estremamente luminoso e generalmente molto distante dalla Terra). Ed allora se questa radiosorgente non proveniva da un Quasar, che cosa era? A questo punto, per evitare un guazzabuglio di supposizione, i ricercatori trovarono il capo della matassa. Partiamo dall’inizio. Jocelyn Bell era incaricata di verificare ogni quattro giorni 120 metri di carta dove venivano registrati i dati. E una mattina, nel corso della verifica, scoprì una radio sorgente pulsante di appena 1,3 secondi. Il suo primo pensiero fu: … un segnale alieno! … Forse ci hanno risposto! Immediatamente allertò il suo gruppo di lavoro, il quale, dopo aver esaminato lo strano segnale, gli diede l’appellativo di Little Green Men (piccoli omini verdi) probabilmente convi...

C.M.B, Cosmic Microwawe Background

  La Radiazione più antica dell’Universo La C.M.B. è una delle radiazioni più affascinanti che è stato possibile rilevare, perché avvalora la teoria del Big Bang; in quanto deriva dall’epoca in cui si unirono gli elettroni ed i nuclei per formare gli atomi. Purtroppo la radiazione C.M.B. non può essere osservata nella riga del visibile dello spettro elettromagnetico, ma soltanto nella banda radio, attraverso l’uso dei radiotelescopi, dove è possibile osservare lo spettro di un segnale continuo. Infatti se puntiamo un telescopio verso spazi vuoti dell’Universo, dove non ci sono stelle, osserviamo soltanto l’oscurità. Mentre la radiosorgente emessa in banda radio, dapprima molto debole, nella regione delle microonde aumenta di intensità, fino a raggiungere il massimo. Ma non è tutto! Il segnale radio appare completamente Isotropo; ovvero non cambia se puntiamo il radiotelescopio in qualsiasi direzione dell’Universo. Questo ci dice che l’Universo primordiale era composto da plasma in ...

Le tempeste magnetiche di Giove

  Prima di entrare nelle dinamiche tecniche che consentono di osservare in banda radio le tempeste magnetiche di questo gigante gassoso, è opportuno approfondire la sua conoscenza. Dunque, Giove è il quinto pianeta del Sistema Solare (Fig.1) distante dal Sole 778.500.000 Km, pari a 5,20 U.A. (U.A. è acronimo di Unità Astronomica ed è l'unità di misura astronomica basata sulla distanza Terra/Sole, pari a 150.milioni di Km) ed il più grande di tutto il sistema planetario. Ha una massa di 317.938 volte quella della Terra, una gravità di 2,34 volte superiore alla gravità terrestre e compie il suo movimento di rivoluzione intorno al Sole in 11,8 anni. Giove ha ben sette lune; ma le più note sono quelle scoperte da Galileo Galilei il 7 Gennaio 1610; scoperta che dedicò alla famiglia De Medici, definiti “I Satelliti Medicei” identificati come: Europa, IO, Callisto e Ganimede (Fig.2). Osservato al telescopio, Giove mostra un'atmosfera assai turbolenta e colorata, organizzata in bande ...

Exoplanets

L’uomo non si rassegna all’idea che siamo soli nell’Universo. Lo ritiene impossibile! E si aggrappa alla teoria di Frank Drake, la famosa Equazione che elaborò Frank Drake nel 1961, tuttora usata nei campi dell'Esobiologia e nella ricerca di forme di vita intelligente extraterrestri (Fig.1) Rivediamola: N = R ∗ × f p × n e × f l × f i × f c × L {\displaystyle N=R^{*}~\times ~f_{p}~\times ~n_{e}~\times ~f_{l}~\times ~f_{i}~\times ~f_{c}~\times ~L} dove: N è il numero di civiltà extraterrestri presenti oggi nella nostra Galassia con le quali si può pensare di stabilire una comunicazione; R* è il tasso medio annuo con cui si formano nuove stelle nella Via Lattea; fp è la frazione di stelle che possiedono pianeti; ne è il numero medio di pianeti per sistema planetario in condizione di ospitare forme di vita; fl è la frazione dei pianeti ne su cui si è effettivamente sviluppata la vita; fi è la frazione dei pianeti fl su cui si sono evoluti esseri intelligent...

Gli UFO

Se cominciamo a pensare alla possibilità di essere soli nell’Universo rischiamo di diventare matti! Si perché la mente umana rifiuta l’idea di essere l’unico pianeta abitato. Di pari rifiuta l’idea che tutto l’Universo sia enormemente popolato da altre civiltà! Tuttavia qualcosa si muove. Infatti sono sempre più frequenti gli avvistamenti nel cielo di oggetti non identificati, mi riferisco agli UFO (Unknown Flying Object) ovvero oggetti volanti non identificati  (Fig.1) Ad avvalorare la ricerca la NASA ha pubblicato un Report supportato da filmati che dimostrano la presenza nei cieli di macchine volanti che si muovono con velocità incredibile e si librano nel cielo in overing. Il Report del Pentagono informa che sono stati osservati oltre 140 oggetti volanti non identificati, ma non c’è prova a bordo di presenza aliena. Quindi l’atteso rapporto del Pentagono non offre conclusioni definitive ma, allo stesso tempo, non esclude altre attività aliene. Pertanto possiamo ipotizzare che g...